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IL PROGETTO E
LE FONTI
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Gli anni
passano... Il progetto
e le fonti In ritardo con gli anni, faccende
autobiografiche, guidato da quel gran maestro A Venezia la ricerca continuò
con lo spoglio di due fondi in particolare: quello dei “Provveditori sopra feudi” e l’altro dei “Provveditori sopra beni comunali”, con la ricca cartografia
prodotta. Grazie poi alla disponibilità e alla cortesia del conte Brandolino
Brandolini D’Adda ci fu data la possibilità di consultare le carte di
famiglia, soprattutto i documenti di amministrazione e quel straordinario volume
curato dal podestà Sebastian Bonaldi, il “Protocollo
circa il
governo della giurisdizione”, una
sorta di summa che raccoglie tutte le norme, compresi gli statuti, gli ordini, i
proclami, le terminazioni che nel corso dei secoli hanno costruito l’insieme
delle magistrature e delle istituzioni che hanno governato la Contea. Insomma, tanta roba, troppa
grazia. Alla fine di due anni di ricerca, questo l’indice sommario della tesi,
a cui era allegato anche un lezioso atlante cartografico e fotografico, indice
organizzato in quattro capitoli, così articolati:
I° il feudo:
la sua organizzazione, come risultato dinamico e secolare di una continua e
complessa gestione del potere in dialettico rapporto con le magistrature
veneziane e in conflitto, spesso, con la città di Treviso;
II°
il governo comunitario: la contrastata costruzione di una struttura parallela al governo signorile,
momento di sintesi e
di massima coalizzazione degli interessi dei dodici villaggi che
costituivano la Valmareno;
III° il governo dei comuni e la difesa
dei beni comunali: il governo “comunista”
lV° il patrimonio
feudale: un’analisi di tutto quanto sostanziava l’investitura, sia di
quello legato al privilegio, sia quanto accumulato nel corso dei secoli con
attività di investimento e di diversificazione delle attività. Insomma alla fine della fatica
eravamo anche soddisfatti: poco mancò che ci scappasse un autocompiaciuto: “puito.
. ciò”. Nello stesso tempo era chiara la
sensazione che molto altro c’era da fare, in termini di ricerca, vista, da una
parte la ricchezza della documentazione conservata, dall’altra la vivacità
sociale ed economica della Contea di Valmareno. E in effetti le ricerche
proseguirono, negli anni successivi, e continuano tuttora, per temi, per
segmenti, per episodi, per pruriti storiografici. C’è insomma ancora una
buona dose di piacere in questo mestiere, meglio approfittarne. Cercheremo, in questa sede, di
dar conto succintamente, com’è nello spirito della collana, dei risultati di
quella ricerca, certamente conoscendo, ora, molte cose che allora avevamo solo
intuito. |