il Rujo di Cison

"Buion del Gal" 1956

il lavatorio di Campomolino in Caldenever


Figuranti in occasione della mostra folcloristica del 1938




il Mulino di "Cencio Ciae" a San Silvestro

la Rujea attraversa il Rujo con il ponte canale

il Rujo di Cison:
tra Natura e Storia

Se è vero che esiste un rapporto intimo e forte tra l'acqua e l'uomo, è più che mai vero qui a Cison, capoluogo politico della Contea di Valmareno feudo dei conti Brandolini; qui il Rujo taglia in lungo il paese e da sempre ha connotato il paesaggio, condizionato gli insediamenti, ritmato e complicato la stessa vita sociale ed economica. Il suo andamento spedito e il suo regime torrentizio sono dovuti alla brevità dell'asta e alla pronunciata pendenza, interrotta dalle roste, caratteristiche queste che pur ritagliano angoli di straordinaria suggestione e di indubbio valore ambientale e naturalistico. Scrivevano al proposito i delegati al Catasto austriaco: «Il torrente Rujo ha il suo corso rapidissimo portando nelle torbide grossi macigni... e porta i suoi gravi danni alle strade, al caseggiato ed alle campagne con estese rotte e corrosioni», soprattutto nel tratto tra il ponte di Campomolino e ponte Pagliaro. Ruíne, come attestano i documenti, causate dalle improvvise e devastanti piene, la cui memoria è affidata a lapidi incastrate nell'imponente muro che sostiene il paese. Alcune date ricordate: 1582, 1650, 1763, 1852, 1877, 1892. Ma non solo ruine: numerose rode a coppedel fino a dodici, di piccola dimensione munite di cassette, muovevano mulini, magli, folloni, seghe, "macchine" che per secoli hanno sorretto e promosso l'attività artigianale. Un'intensa vita quotidiana pulsava dell'acqua del Rujo, acqua preziosa, privilegiata perché di diritto feudale, la cui sanità veniva severamente vigilata dalle autorità: lavatoi, dove intere generazioni di donne curve hanno faticato, abbeveratoi per animali e cristiani, povera pesca, momenti di gioco estivo per i ragazzi che negli slarghi, i bujon, esercitavano una rustica arte natatoria. Di tutto questo resta solo la memoria, fragile, fissata e affidata a qualche sbiadita foto, a qualche rudere, all'acqua, che continua, nonostante tutto e tutti, a scorrere; e a volte, il solitario scroscio del Rujo dopo un'acquata, rompe i silenzi di un paese distratto per tornare "suono di voci domestiche".

VERSO IL RECUPERO:
UN PROGETTO DI CIVILTA' E CULTURA

Il denso e secolare rapporto tra una comunità e il suo Rujo non poteva certo sparire nel generale degrado in cui precipitiamo oggetti, episodi, valori che la nostra stordita memoria perde. Dalla ricerca, dalla memoria, da una semplice mostra ad un progetto di recupero e salvaguardia il passo è stato breve. Per opera come spesso accade di un gruppo di volontari attorno cui si è stretto il paese, è stata pulita e ripristinata la Rujea; l'acqua, per pochi momenti è tornata a scorrere, a fare i suoi salti; antichi scrosci sono tornati a Campomolino. Il progetto prevede la costruzione di un itinerario, con la localizzazione degli opifici, dei lavatoi, con la messa in moto, perché no, di una ruota, con la ricostruzione degli ambienti di lavoro: un itinerario con una forte valenza didattica. Questo non solo per ricordare ma per salvaguardare e valorizzare un patrimonio che sentiamo, tutto, di tutti.

Il Lavoro:
La Ruje e le Rode a Coppedel


Resta l'acqua, resta il Rujo e la Rujea; scomparse le dodici ruote che lungo il torrente azionavano antichi opifici. L'acqua, raccolta a monte, veniva condotta in quota, con una leggera pendenza, alle ruote attraverso una ingegnosa canaletta in pietra, la Rujea, che attraversava lo stesso Rujo con un ponte canale di pregevole fattura. Costante la presenza di mulini, di folli da panni con annesse chiodare, di magli concentrati soprattutto a San Silvestro e a Campomolino, condotti da generazioni di fabbri, mugnai come i Moret, i Capretta, i Fiorin. Ma nel corso dell'Ottocento sorgeranno anche una pregiata latteria, una filanda, una segheria.

Ditta
Opificio
n° poste
n° ruote
Conte Brandolini
Follo da pann
1
1
Conte Brandolin
Maglio da ferro
1
1
Conte Brandolini
Molino da gran
2
4
Eredi Masutti
Follo da panni
2
2
Masutti Marc
Molino da gran
1
2
Moret Desiderio
Molino da gran
1
2


i link sotto elencati contengono file di dimensioni notevoli,
il tempo di attesa e di circa 2 minuti.

Mulini di "Cencio Ciae" a San Silvestro - disegno

Mulino "Fiorin" - disegno

Fabbrica cappelli in località Maritera - disegno

Carta del percorso del Rujea con gli opifici attivi tra XVI e XIX secolo

Foto del lavoro di ripristino del 1996


Ass. Al Mazarol
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